Giuliano Giovetti: dal centravanti al “vignettista dei gol”, una vita tra sport e arte
- Giulia Sofia Montin

- 1 mar
- Tempo di lettura: 5 min
Ci sono storie sportive che non si esauriscono con l’ultima partita giocata. Alcuni atleti riescono a portare con sé la passione per lo sport anche dopo aver lasciato il campo, trasformandola in una nuova forma di espressione.La vita di Giuliano Giovetti è una di queste storie.
Calciatore negli anni del dopoguerra, attaccante capace di segnare nella massima serie italiana, Giovetti ha vissuto una seconda carriera altrettanto significativa: quella di illustratore e fumettista. Con la matita ha continuato a raccontare il calcio, diventando quello che molti hanno definito il “vignettista dei gol”.
La sua è una vicenda unica nel panorama sportivo italiano: una vita che dimostra come lo sport possa diventare arte, racconto e memoria.
Gli inizi: un ragazzo di provincia con il sogno del calcio
Giuliano Giovetti nasce il 17 gennaio 1927 a Spilamberto, in provincia di Modena, un territorio dove il calcio rappresenta da sempre una passione profondamente radicata.
Fin da giovane mostra due grandi talenti: quello per il calcio e quello per il disegno.Due passioni che, inizialmente, sembrano percorrere strade parallele.
Negli anni della giovinezza il calcio è la sua priorità. Come molti ragazzi dell’Italia del dopoguerra, vede nello sport una possibilità di crescita, di sfida e di affermazione.
Il talento non tarda a emergere.
Giovetti entra nel giro del calcio professionistico e inizia la sua carriera con il Modena, squadra con cui gioca tra il 1947 e il 1951. Con la maglia gialloblù disputa 62 partite segnando 15 gol, dimostrando qualità offensive e una buona capacità realizzativa.
Il suo ruolo è quello di centravanti, una posizione che richiede istinto, coraggio e capacità di muoversi negli spazi dell’area di rigore. Giovetti si distingue proprio per queste caratteristiche: un attaccante determinato, capace di leggere le azioni e di farsi trovare al posto giusto al momento giusto.
La Serie A e il gol storico contro la Juventus
Le buone prestazioni con il Modena gli permettono di fare il salto nella massima serie del calcio italiano.
Nel 1951 passa al Como, dove disputa la stagione 1951-1952. Ed è proprio con la squadra lariana che Giovetti vive uno degli episodi più significativi della sua carriera.
Il 20 gennaio 1952, durante una partita di campionato, il Como affronta la Juventus.È una sfida difficile, ma destinata a entrare nella storia.
Il Como vince 2-0 e uno dei gol porta la firma proprio di Giuliano Giovetti.
Quella partita diventerà negli anni un piccolo simbolo per la squadra lombarda: per molto tempo rappresenterà infatti l’ultima vittoria del Como contro la Juventus in Serie A.
Dopo l’esperienza lariana, Giovetti prosegue la sua carriera con il Torino tra il 1952 e il 1954, per poi concluderla al Verona nella stagione 1954-1955.
Nel complesso colleziona 79 presenze e 22 gol in Serie A, oltre alle partite disputate nelle serie inferiori.
Sono numeri importanti per un attaccante dell’epoca, soprattutto considerando che il calcio degli anni Cinquanta era molto diverso da quello moderno: più fisico, meno protetto dagli arbitri e spesso giocato su campi difficili.

Quando il calcio giocato finisce… ma la passione continua
Per molti calciatori, la fine della carriera agonistica segna anche un distacco dal mondo dello sport.Per Giuliano Giovetti accade esattamente il contrario.
La sua passione per il disegno, coltivata fin da giovane, diventa la base per una nuova carriera.
Giovetti inizia a lavorare come illustratore e fumettista, collaborando con diverse riviste e case editrici. La sua abilità nel disegno, unita alla conoscenza diretta del calcio, gli permette di creare qualcosa di originale: raccontare lo sport attraverso le immagini.
In un’epoca in cui la televisione non offriva ancora replay, moviole e highlights come oggi, le sue vignette diventavano un modo per ricostruire le azioni più spettacolari delle partite.
Non era soltanto un disegno: era una vera narrazione visiva del calcio.
Per questo motivo Giovetti viene spesso ricordato come il “vignettista dei gol”.
Il calcio raccontato con la matita
Le vignette di Giovetti hanno una caratteristica particolare: riescono a catturare il movimento.
Un tiro al volo, un colpo di testa, un tuffo del portiere o un’esultanza diventano momenti fissati sulla carta con grande efficacia.
Chi guarda i suoi disegni non vede solo una scena statica, ma percepisce l’energia dell’azione di gioco.
Grazie a questa capacità, Giovetti collabora con importanti testate sportive, tra cui La Gazzetta dello Sport e Guerin Sportivo.
Le sue illustrazioni aiutano i lettori a immaginare le azioni più spettacolari delle partite, quasi come se fossero fotogrammi di un film.
In un certo senso, il suo lavoro anticipa ciò che oggi fanno le moviole televisive e gli highlights digitali: raccontare il calcio attraverso immagini sequenziali.
Il Manuale del Calcio: insegnare lo sport con i disegni
Uno dei contributi più interessanti di Giovetti alla cultura sportiva italiana è il Manuale del Calcio, un libro illustrato che spiega i fondamentali del gioco.
Attraverso disegni chiari e dinamici, Giovetti mostra come eseguire correttamente gesti tecnici come:
il colpo di testa
il tiro di collo pieno
il passaggio di interno
le tecniche dei portieri
i movimenti dell’attaccante
Il libro ha avuto grande successo tra i giovani appassionati e gli allenatori, perché dimostrava quanto il disegno potesse essere uno strumento didattico efficace.
Ancora una volta, Giovetti riusciva a unire le sue due passioni: il calcio e l’arte.
L’influenza di Giovetti nel fumetto sportivo italiano
Oltre al lavoro nel giornalismo sportivo, Giovetti lascia un segno anche nel mondo del fumetto italiano.
Collabora con diverse riviste e realizza storie illustrate per pubblicazioni dedicate ai ragazzi, tra cui Il Giornalino, dove crea la serie Bob Kent.
La sua esperienza come calciatore gli permette di rappresentare lo sport con grande autenticità. I movimenti dei giocatori, le dinamiche delle azioni e l’atmosfera delle partite risultano sempre credibili e naturali.
Questo lo rende uno dei primi autori italiani capaci di raccontare lo sport attraverso il linguaggio del fumetto.
In un periodo in cui il fumetto sportivo era ancora poco diffuso, Giovetti dimostra che il calcio può diventare anche materia narrativa e artistica.
Il suo lavoro apre la strada a molti altri autori che negli anni successivi racconteranno lo sport attraverso il disegno.
Un maestro nel calcio e nell’arte
Quando Giuliano Giovetti scompare nel 2012 all’età di 85 anni, molti giornali lo ricordano con una definizione significativa:“maestro nel calcio e nell’arte”.
È un’espressione che riassume perfettamente la sua vita.
Prima è stato un calciatore capace di lasciare il segno nei campi della Serie A.Poi è diventato un artista capace di raccontare lo sport con la matita.
Due carriere diverse, ma unite dalla stessa passione.
Un’eredità che unisce sport e creatività
La storia di Giuliano Giovetti dimostra che lo sport può essere molto più di una carriera agonistica.
Per lui il calcio non è stato solo un periodo della vita, ma una forma di espressione che lo ha accompagnato sempre.
Prima lo ha vissuto correndo sul campo, cercando il gol.Poi lo ha raccontato con il disegno, trasformando le azioni di gioco in immagini.
In questo senso, Giovetti rappresenta una figura davvero speciale nella storia dello sport italiano.
Un uomo che ha saputo vivere il calcio da due prospettive diverse, ma sempre con lo stesso entusiasmo.
Perché Giuliano Giovetti non è stato soltanto un ex calciatore o un fumettista.
È stato qualcosa di più raro:un uomo che prima ha segnato i gol… e poi li ha disegnati.



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